Caschi blu contro il Vaticano?

La commissione Onu per i diritti dei minori ha diffuso oggi un rapporto in cui contesta la condotta del Vaticano in materia di pedofilia che nei toni ha ben pochi precedenti. L'atto d'accusa è pesante: la Santa Sede non ha riconosciuto la portata dei crimini commessi, non ha adottato le misure necessarie ad affrontare i casi di abusi sessuali su bambini e a proteggere i minori, ha adottato politiche e pratiche che hanno portato alla prosecuzione degli abusi e all'impunità dei colpevoli.
10 AGO 20
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La commissione Onu per i diritti dei minori ha diffuso oggi un rapporto in cui contesta la condotta del Vaticano in materia di pedofilia che nei toni ha ben pochi precedenti. L'atto d'accusa è pesante: la Santa Sede non ha riconosciuto la portata dei crimini commessi, non ha adottato le misure necessarie ad affrontare i casi di abusi sessuali su bambini e a proteggere i minori, ha adottato politiche e pratiche che hanno portato alla prosecuzione degli abusi e all'impunità dei colpevoli. Ecco perché, si legge ancora nel rapporto, il Vaticano dovrebbe rimuovere immediatamente e consegnare alle autorità competenti i responsabili di quegli atti, affinché siano sottoposti alla giustizia civile. Tra le richieste della commissione, anche quella di aprire gli archivi in cui sono registrati i nomi anche di coloro che hanno coperto tali crimini. Il punto più contestato riguarda le misure attuate dalla Santa Sede, che ha "spostato di parrocchia in parrocchia" i responsabili degli abusi. Inoltre – si legge ancora – "a causa di un codice del silenzio imposto su tutti i membri del clero sotto la pena della scomunica, i casi di abuso sono stati anche difficilmente riferiti alle autorità giudiziarie nei Paesi in cui sono stati commessi".